Nerello Mascalese 2014 – Benanti

con Nessun commento

 nerello mascalese benanti

NERELLO MASCALESE 2014, BENANTI – Viagrande (CT)

Settembre è un mese a metà. Prima che si riprenda il ritmo, ci si abitui di nuovo a orari, scadenze e impegni le prime settimane corrono veloci e ci lasciano frastornati: ancora con la sensazione del sole e del sale sulla pelle ma vestiti di tutto punto, in attesa di salire sul metrò. È il ciclo della vita, ci diciamo, ed ecco la pioggia, il vento e il primo freddo così ostile sulla pelle ancora abbronzata… Le giornate si accorciano e cerchiamo di consolarci rispolverando giacche e trapunte e riscoprendo il piacere del tepore delle nostre case.

In Sicilia invece sospirano per la ritrovata serenità di fine stagione, l’autunno è alle porte e sulle pendici dell’Etna è tempo di tirare le somme e prepararsi per le ultime settimane prima della vendemmia. Tra le mura di casa Benanti questa tradizione ha inizio negli ultimi anni dell’800 con nonno Giuseppe e tramandata negli anni con vigore e patriottismo da figli e nipoti. Ad oggi la casa vinicola dispone di circa 20 ettari in vari versanti del vulcano, i quali donano caratteristiche diverse al prodotto finale, e alcune piante di oltre 130 anni. Nei decenni la famiglia ha saputo smussare gli angoli di questo terreno impervio e ricco di peculiarità per trarne i frutti migliori, da cui vini di spiccata personalità e aderenza territoriale: in poche parole, il vulcano in un bicchiere.

Dunque, non so voi ma io ho già tirato fuori il plaid, la sera ne accarezzo il calore sul divano, un buon film e il principe dell’Etna stappato sul tavolino: un Nerello Mascalese in purezza di Benanti, annata 2014.
Dopo un anno passato in barrique e 8/10 mesi in bottiglia, ne verso un po’ e già pregustando il primo sorso mi sento sopraffatta dalle vicissitudini e peripezie affrontate da quest’uva per giungere sino a noi in veste liquida. La vita sull’Etna non è certo semplice: il terreno è sabbioso, ricco di minerali e di un mantello di lava che cinge i pochi vitigni che riescono a dominarne l’aggressività. Il clima poi è montano ma anche mediterraneo, con escursioni termiche da capogiro. Il Negrello però non si abbatte, anzi si erge con carattere dai suoi 800 metri ed esplode in un rubino invitante, a naso sprigiona un meraviglioso frutto rosso, spezie verticali e sentori eterei importanti. Se non l’avete mai assaggiato correte subito a rimediare perché al palato è tanto esplosivo quanto fine: tannini importanti ma altrettanto eleganti, l’avvolgenza iniziale lascia spazio a una meravigliosa freschezza e a un’ancor più stupefacente persistenza che richiama sempre un altro sorso.

Fate in modo di essere a casa o senza il pensiero della guida quando stapperete la bottiglia perché vi assicuro che finirà! La sua ricchezza vi riscalderà in queste giornate uggiose e il suo spirito siciliano saprà regalarvi ancora qualche raggio di sole estivo, per caricarvi e ripartire come vulcani.

Ogni Mese Monica Angeli, esperta di vini del ristorante Tre Cristi Milano, ci racconta la storia di un vino che l’ha entusiasmata. Scopriamo insieme persone, aziende, territori e suggestioni che ci arricchiscono di una cultura millenaria in bilico tra natura e genialità umana.