Nekaj 2011, Damijan Podversic – Gorizia

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A cura di Monica Angeli

L’esperta di vini del ristorante Tre Cristi Milano ci racconta ogni mese la storia di un vino che l’ha entusiasmata. Scopriamo insieme persone, aziende, territori e suggestioni che ci arricchiscono di una cultura millenaria in bilico tra natura e genialità umana.

 

Nekaj 2011, Damijan Podversic – Gorizia

“Marzo pazzerello, esci col sole e torni con l’ombrello”! Così ci insegnavano a cantare sin dall’asilo e crescendo abbiamo imparato come questo mese sia il crocevia tra inverno e primavera. Le prime giornate di vero sole, caldo sulla pelle, profumi che pian piano si risvegliano timidi e ci invitano a lasciare a casa sciarpe e cappotti. Siamo felici e rinvigoriti da nuova vitamina D fino a che… piove! Le sferzate di vento freddo ci riconducono a casa e desolati ci dirigiamo in dispensa ad aprire una consolatoria bottiglia di vino. La scegliamo con attenzione: un friulano in purezza di Damijan Podversic, come questo mese né bianco né rosso, né freddo né caldo, un po’ dolce e un po’ amaro.

Damijan inizia giovane ad occuparsi dei vigneti di famiglia, sette ettari per lo più collocati sui pendii boscosi del Monte Calvario (GO). La scuola è quella del maestro Gravner e si ritrova nell’attento utilizzo di tecniche di vinificazione naturali, una viticoltura interamente biologica e la produzione di vini inconfondibili, mai banali, splendido esempio delle potenzialità di questa terra incontaminata. Nel dettaglio Nekaj prende vita da uve di varietà Friulano, il fu Tocai per intenderci, rinominato dal 2007 per non essere confuso con il Tokaj ungherese (nonostante la diversità dei due vini). La fermentazione avviene a contatto con le bucce in tini di rovere dai 60 ai 90 giorni, per poi passare all’affinamento in botte per 23 mesi, a cui ne seguono altri 6 in bottiglia. Si evince la cura spasmodica con cui Damijan accudisce le sole 2000 bottiglie annue di Nekaj, che raggiungono il mercato esclusivamente quando pronte per essere gustate e rigorosamente non filtrate, di modo da proteggere e non alterare il risultato ottenuto dalla lavorazione.

Ma apriamo la bottiglia! La fermentazione con la presenza delle bucce regala un colore giallo dorato, brillante e intenso, aromi di frutta a polpa gialla matura, poi senza dubbio un agrume ma candito, zuccherino. Nessun sentore verde anzi tante spezie rotonde ma senza fronzoli. Nel complesso gustiamo una pulizia davvero notevole, che rivela la maestria dell’utilizzo del legno. Lo portiamo alle labbra e si rivela subito con un’importante struttura, spiccano sapidità e sfericità quasi di velluto. Fate attenzione alla temperatura di servizio: siamo sui 15°C per godere appieno delle particolarità di questo macerato senza snaturarlo.

Ultimo passo, accompagniamo il calice con il nostro risotto affumicato con gamberi scottati e limone candito. Nekaj, in sloveno “qualcosa”, qualcosa di meraviglioso certamente, aggiungo io!