Cocciapazza 2014, Torre dei Beati

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 Cocciapazza ottobre

Cocciapazza 2014, Torre dei Beati – Loreto Aprutino (PE)

“Non so se tutti hanno capito, Ottobre la tua grande bellezza: nei tini grassi come pance piene prepari mosto e ebbrezza… Lungo i miei monti, come uccelli tristi fuggono nubi pazze, lungo i miei monti colorati in rame fumano nubi basse”

Niente meglio delle parole incisive di Francesco Guccini per racchiudere l’essenza di questo mese: ci si avvicina al gelido tepore dell’inverno ma ancora si passeggia mesti con lo sguardo su tramonti dorati e sul gioco delle foglie d’autunno.
Mentre tra i filari ci si sporca le mani per raccogliere il frutto di un intero anno di lavoro, in città la sera cala repentina e ci si ritrova attorno a un tavolo con la famiglia e gli amici.
Questa è l’anima della stagione fredda: il ritrovo. Tra i campi, a casa propria, da amici, al ristorante, nello chalet di montagna… ci piace riunirci e ridere al calore di fuochi accesi. In Italia poi, si sa, nulla fa festa più di una buona cena nel piatto e un ottimo calice di vino, la convivialità è il nostro pane e ottobre il palco per le prove generali in vista dei cenoni invernali.
Desidero allora condividere con voi un’etichetta che raccoglie questo spirito di incontro… da portare, perchè no, alla prossima riunione con amici: un montepulciano d’Abruzzo DOC, Cocciapazza 2014 di Torre dei Beati.

L’azienda nasce nel 1999, ripristinando il vigneto stato passione di papà Rocco e sottolineando subito il legame imprescindibile di buono e genuino. La vigna viene pertanto convertita a metodo biologico e nel 2000 viene commercializzata la prima bottiglia di montepulciano con particolare attenzione nel dare risalto alle tipicità autoctone di questo vitigno. Il nome dell’azienda è legato a stretto giro con questo concetto: deriva difatti da un particolare di un grande affresco del 1400, che si trova nella locale chiesa di Santa Maria in Piano. Nella preziosa raffigurazione del Giudizio Universale, la “torre dei beati” rappresenta il traguardo finale a cui, con grandi sforzi e attraverso difficili prove, tendono le anime appena transitate nell’aldilà. Ecco allora il focus: lavoro, ricerca, cura, impegno, tempo per dare voce propria alla terra.

In quel di Loreto Aprutino nasce quindi Cocciapazza, nome della zona di proprietà della famiglia e traduzione della massima appartenenza a questo territorio così vocato per l’agricoltura: 25 km dall’Adriatico e sulle prime colline prima della salita al Gran Sasso, caldi venti dal mare di giorno e il freddo giù dalla montagna di notte. A partire dalla vendemmia scalare, passando per la macerazione sino alla maturazione in barrique per 20 mesi, si avverte la mano premurosa di chi ama il proprio lavoro. E il risultato non potrebbe essere più appagante: già dal color rubino carico e denso si pregusta un naso intenso e un sorso pieno e voluttuoso. Così accade, i profumi sono i caratteristici del montepulciano, un bel frutto rosso saporito, la spezia verticale e secca, la balsamicità finale e la leggera tostatura. Al palato si riscopre voluminoso, tannico ma maturo e di una meravigliosa persistenza.

Mi viene sempre sete quando parlo di vino… per mia fortuna ho una cantina piena di Cocciapazza e almeno cinque persone con cui condividerlo. Io stappo ma affrettatevi, vi aspettiamo da Tre Cristi.

Ogni Mese Monica Angeli, esperta di vini del ristorante Tre Cristi Milano, ci racconta la storia di un vino che l’ha entusiasmata. Scopriamo insieme persone, aziende, territori e suggestioni che ci arricchiscono di una cultura millenaria in bilico tra natura e genialità umana.