Blanc de Blancs Brut Nature, Laherte Frères – Chavot-Courcourt (FR)

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Blanc_de_Blancs_Nature

 Ho a lungo rimuginato sulle sensazioni che mi suscita novembre e pensato a quanto avrei potuto condividere con voi questo mese… Sono infine giunta a una conclusione: il nulla! Novembre è il nulla, nessuna festività se non le santità che ne aprono le danze, nessuna particolarità a cui appigliarsi e trovare un motivo per uscire da sotto il piumone. Le uniche note positive sono la mancanza del trentunesimo giorno che pone anticipata fine al mese più monotono dell’anno e i rari, coraggiosi uccelli che si scorgono alzando lo sguardo, desiderio alato di fuga: raggiungerli e volare lontano con loro.

Ieri sera poi l’illuminazione: incamminandomi in direzione Tre Cristi per il servizio serale, con l’unica compagnia di un tramonto austero e delle foglie sbiadite sul marciapiede, ho capito che Novembre è la rappresentazione di quei mesi in cui non accade nulla di significativo a meno che non lo si faccia accadere da soli: per me la bellezza sta nell’acquisto della mia prima casa, per la mia vicina nella scoperta di aspettare il secondo figlio, per il prestinaio nel gattino, regalo della figlia (e per la Svezia nell’avere accesso ai mondiali 2018).
Sono allora rientrata al ristorante con rinnovata serenità e potete ben immaginare i miei passi successivi: varcata la porta della cantina ho stappato una bottiglia di ottimo champagne!

Prima di un’ottima bollicina però, Champagne è una meravigliosa regione nel nord est della Francia a circa 150 km da Parigi, l’ultima prima del confine col Belgio. Oltre al clima particolarmente rigido in autunno e inverno, che conferisce la giusta situazione per lo sviluppo di vini spumanti, è di particolare importanza la differenza dei territori all’interno della regione che pone impronta indelebile sul prodotto da versare. Le diseguaglianze di latitudine, composizione geologica, clima ed esposizione danno origine alla suddivisione in cinque differenti zone di produzione: partendo da nord incontriamo la Montagne de Reims, centro più accreditato per gli champagne di alta qualità, principalmente a base del nobile ed elegante pinot nero. Procedendo verso sud troviamo sdraiata la Vallée de la Marne, caratterizzata da un cuore prorompente di pinot meunier con la sua muscolosa freschezza. Si lascia poi la strada alla Côte des Blancs, come da nome regina delle uve a bacca bianca: chardonnay, rotondo e voluttuoso. Passiamo per la Côte de Sezanne, ritroviamo distese di chardonnay ma stavolta di peculiare nerbo così come nell’ultima tappa a sud: l’Aube, vibrante e profondo pinot nero, cultore anche di vitigni decaduti come l’arbane o il petit meslier. Tra i campi di queste cinque zone, migliaia di produttori diversi, storie, vissuti, esperienze, culture, mentalità differenti che plasmano la terra con rispetto e raffinatezza.
Tra questi i fratelli Laherte, produttori al naturale e proprietari di 11 ettari incastrati tra Vallée de la Marne e Côte des Blancs, soprattutto Dei da ringraziare per la meticolosa attenzione nel produrre il Blanc de Blancs che scintilla dal mio calice. Giustappunto chardonnay in purezza senza imbellettamenti, brut nature ovvero nessuna aggiunta di zuccheri dopo la sboccatura, per lasciare il prodotto intatto ed esplosivo nella sua vera identità. Il colore è pallido ma brillante e giocoso come un diamante, il naso è piacevolmente fragrante, intensità di agrumi e freschezza di frutti esotici che lasciano spazio a una ricca mineralità, gessi, calcari, sentori sulfurei. Al palato poi è spiazzante, verticalissimo, tagliente: l’acuto di un soprano a teatro.

Mi sento di dire che mai furono più adeguate le parole dei Guns n’ Roses:
“Cause nothing lasts forever, even cold November rain”
Se anche il vostro Novembre ha bisogno di una vibrazione, vi aspettiamo da Tre Cristi Milano.

Ogni Mese Monica Angeli, esperta di vini del ristorante Tre Cristi Milano, ci racconta la storia di un vino che l’ha entusiasmata. Scopriamo insieme persone, aziende, territori e suggestioni che ci arricchiscono di una cultura millenaria in bilico tra natura e genialità umana.